La preparazione alla gara.
Quando si mettono a dormire gli sci in primavera piano piano ci si prepara alla corsa in montagna .
A Luglio arriva lei, la tanto attesa Dolomites Skyrace a cui partecipo da 7 anni.
La partenza è dal centro di Canazei, a pochi metri dall’Albergo Centrale e la direzione è quella verso il passo Pordoi, salendo al Piz Boè e con rientro sempre a Canazei con un totale di 22 km e di un dislivello positivo di 1950 mt.
Raccontare questa emozione mi fa sempre scendere una lacrima di felicità mentre una scossa di adrenalina mi scuote in profondità penetrando nelle mie vene. Avere il pettorale con il mio nome stampato sopra mi fa sentire ancora più in gara.
Prima di partire.
Dopo aver fatto colazione con i miei clienti affezionati runner come me, che ogni anno tornano da Albergo Centrale per affrontare questa gara insieme, mi preparo l’attrezzatura che è composta da un marsupio porta borraccia, bastoncini telescopici, fascetta antisudore, scarpe da corsa in montagna, maglietta antisudore senza manica, pantaloncini corti da gara, scaldamuscoli per i polpacci, giacchetta antivento, borraccia contenente sali minerali ed una forte dose di coraggio.
Mi scaldo leggermente correndo prima di recarmi al cancelletto di partenza in piazza Marconi a Canazei. La temperatura di solito è fresca e si aggira intorno agli 0 gradi, ma i battiti del cuore aumentano sempre di più. E’ un momento particolare questo, incontro amici e compagni di gara, scambio qualche frase di rito e ben augurante.
La partenza e i primi chilometri.
Al cancelletto di partenza l’adrenalina mi avvolge e con l’arrivo del elicottero mi preparo psicologicamente. “Devo farcela” mi ripeto, l’obiettivo in una gara così impegnativa, per me che sono un amatore, non è quella di vincere ma quella di riuscire a concludere tutto il percorso.
Il grande botto che annuncia la partenza mi scuote, partiti, inizio a correre, senza spingere troppo, la gara è lunga devo mantenere le energie.
In tre scaglioni partiranno 1000 atleti e con un tifo bellissimo e caloroso mi lascio alle spalle Canazei e mi dirigo sulla strada sterrata.
La scalata alla Forcella Pordoi.
Dopo vari metri di dislivello arrivo al passo Pordoi dove trovo il primo ristoro, il pubblico mi invoglia a proseguire, è il momento della salita più dura quella verso la forcella Pordoi.
Andiamo in fila indiana,il viale è stretto, respiro incolonnato ad altri atleti, è dura, quasi mortale, ma lo speaker e la musica in cima alla forcella mi danno la carica.
Arrivati in alto supero il cancelletto, il tempo deve essere inferiore alle due ore dalla partenza per poter proseguire nella gara. Nella forcella si scorge il rifugio forcella Pordoi dove c’è un’aria fresca e penetrante, sconsiglio la fermata al ristoro in questo momento e meglio mangiare in corsa, qui di solito lascio bastoncini, per non averli d’impiccio, dato che il vialetto da qui in avanti è più corribile.
La discesa in Val Lasties
Si apre la vista, si vede Capanna Fassa tappa finale della salita, siamo a metà del percorso e adesso mi aspettano solo discese su ghiaioni e sentieri ripidi, scivolosi e pericolosi.
Il ristoro è per me molto importante per fare ricarica di liquidi e di cioccolata .
La discesa l’affronto con gambe “leggere” perché dal Rifugio Boè mi aspetta la Val Lasties che è decisamente molto impegnativa e che mette a dura prova le gambe e le ginocchia.
Il massiccio del Pordoi è imponente e tutto è meraviglioso ,da quassù sono solo un piccolo punto in mezzo ai monti.
Scendo a Pian de Schiavaneis dove trovo un ristoro e un pubblico molto caloroso.
Finalmente l’arrivo.
Non manca molto ma la fatica si fa sentire, ma stringendo i denti in 20 minuti arrivo alle porte di Canazei dove sento l’odore di arrivo.
Con un bel battimani vengo accolto all’arrivo e molto contento mi rilasso dopo aver divorato una banana e un arancio per recuperare un po delle energie che ho consumato durante il percorso.
Ora un meritato massaggio pagato dall’organizzazione a disposizione a tutti i concorrenti.
Dopo una calda doccia, si da inizio ai festeggiamenti, tutti al tendone per un pasta party in compagnia.